Riforma PAC post 2027 (2028-2034): la proposta della Commissione ed il processo di approvazione.
Secondo la proposta della Commissione europea relativa alla riforma PAC post 2027 (e cioè su come sarà la Politica agricola comune tra il 2028 ed il 2034), dovrebbe delinearsi un quadro più semplice ed equilibrato, concepito per rafforzare la sostenibilità e la resilienza dell’agricoltura europea.
Per la Commissione, la PAC rimarrà una delle principali priorità di bilancio dell’UE, a sostegno della produzione alimentare e dell’azione per il clima. Il suo obiettivo è fornire agli agricoltori strumenti per migliorare le proprie prestazioni ambientali, mantenendo al contempo la flessibilità necessaria agli Stati membri per adattare le misure alle condizioni nazionali e locali.
La riforma in questione andrà a sostituire la PAC per il periodo 2023-2027 (sulla cui attuazione in Italia è stata elaborata un’apposita ricerca).
Priorità ambientali e climatiche
Al centro della proposta della Commissione per la riforma PAC post 2027 vi è un approccio più mirato alle principali priorità ambientali e climatiche.
Ciò include la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, la protezione del suolo e delle acque, la biodiversità, il benessere degli animali e la crescita dei sistemi agricoli biologici e a basso impatto ambientale.
Un nuovo sistema di “gestione aziendale responsabile” (“farm stewardship”) sostituirà l’attuale condizionalità, con l’obiettivo di garantire una base comune di protezione ambientale in tutta l’UE, riducendo al contempo la complessità e offrendo maggiore flessibilità per adattare le pratiche ai contesti nazionali.
Gli agricoltori che ricevono pagamenti nell’ambito della PAC dovranno rispettare gli standard in materia di ambiente, benessere degli animali e diritti sociali.
Meno obblighi per le aziende?
Tuttavia, sostiene la Commissione, le aziende agricole di piccole dimensioni e quelle biologiche saranno soggette a minori obblighi.
Per la prima volta, gli agricoltori potranno ricevere un sostegno diretto per l’attuazione di pratiche di protezione ambientale nell’ambito della “gestione aziendale sostenibile”: ciò dovrebbe aiutarli a sostenere i costi di metodi di coltivazione più ecocompatibili.
La proposta include anche una nuova serie di azioni agroambientali e climatiche (AECA), che riuniscono gli impegni ambientali esistenti in un unico quadro, con l’obiettivo di premiare gli agricoltori per i loro sforzi verso gli obiettivi climatici e ambientali.
Introduce inoltre pagamenti di transizione per coprire i costi del passaggio a modelli agroecologici più sostenibili, come l’agricoltura biologica.
Particolare enfasi sarà posta sui sistemi di allevamento estensivo, riconoscendone il valore nella protezione della biodiversità, del paesaggio e dei pascoli ricchi di carbonio.
Sostegno agli investimenti
Il piano continua inoltre a fornire sostegno agli investimenti per agricoltori e silvicoltori, al fine di migliorare le prestazioni ambientali e la competitività, promuovendo al contempo l’innovazione, la formazione e la condivisione delle conoscenze.
Con il prossimo ciclo della PAC, l’UE intende allineare le politiche agricole più strettamente che mai agli obiettivi climatici.
Per la Commissione, la riforma dovrebbe garantire che l’agricoltura rimanga economicamente redditizia e, al contempo, sostenibile dal punto di vista ambientale, mantenendo gli agricoltori al centro della transizione verde del continente.
Il processo di riflessione istituzionale che ha preceduto la proposta
Le finalità fondamentali individuate sono:
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- la sicurezza alimentare
- tenore di vita equo alla popolazione agricola
- prezzi ragionevoli ai consumatori.
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Per il Consiglio UE, quindi, la riforma PAC post 2027 – attraverso i pagamenti diretti agli agricoltori e altre forme di sostegno – dovrebbe garantire reddito stabile e fornire incentivi per contribuire alla transizione verde e per mantenere attività agricole e produzione alimentare economicamente valide e competitive in tutte le regioni dell’UE.
Le riflessioni a livello regionale in Italia
Secondo la Regione Piemonte, sono numerose le incognite che lariforma PAC post 2027 in itinere presenta al mondo agricolo italiano e piemontese.
Nelle linee delineate dall’Ue, potrà contare su una dotazione prevista di 294 miliardi di euro, nettamente inferiore a quella di 387 miliardi della Pac 2023-27.
Sebbene sia già stata annunciata la dotazione a livello complessivo Ue di altri 45 miliardi dal 2028 sotto forma di fondi per la revisione intermedia e ulteriori 48 miliardi per l’obiettivo rurale, la nuova Pac sarà integrata nei cosiddetti Piani di Partenariato, che unificheranno in un fondo unico tutti i fondi europei precedenti.
Ne deriverà una governance inevitabilmente complessa con il coinvolgimento di più Ministeri e il rischio di un coordinamento macchinoso.
La stima del budget della futura Pac per l’Italia è di una dotazione di circa 41 miliardi, destinati per 31 miliardi al sostegno del reddito degli agricoltori (attuale Feaga, “Primo Pilastro Pac”), 5 miliardi per lo sviluppo rurale (Programmi Leader, Akis, Cooperazione) e 4,7 da allocare.
Un punto nodale che la nuova Pac dovrà affrontare è il ricambio generazionale e l’accesso dei giovani all’impresa agricola.
La PAC dopo il 2027 nel prossimo bilancio dell'UE
Visione Commissione UE per agricoltura ed alimentazione
