Tutela prodotti alimentari nuova legge

Il Parlamento italiano ha approvato le nuove norme sulla tutela  dei prodotti alimentari (Reati alimentari nuova legge)


Nell’aprile 2026 è stato approvato in via definitiva il disegno di legge (n.2721 della Camera dei Deputati) portante le disposizioni  che proteggono in Italia i prodotti alimentari (Tutela prodotti alimentari nuova legge).

Sanzioni penali ed amministrative a tutela dei prodotti alimentari

Le nuove disposizioni confermano che la tutela dei prodotti alimentari è strutturata su due livelli:

      • reati da natura penale (Titolo I della nuova legge)
      • sanzioni amministrative (Titolo II della nuova legge).

Significativo è l’introduzione del concetto di “patrimonio alimentare” italiano, alla cui protezione viene adesso dedicato un apposito capo del codice penale italiano (introdotto prima dell’art. 517 quater c.p.), di cui i prodotti a denominazione di origine (DOP e IGP) rappresentano la punta di diamante.

Non viene tuttavia introdotto un testo unico: le norme sanzionatorie restano disperse in vari testi normativi, di cui è aggiornato il contenuto.

La nuova legge riordina anche il regime sanzionatorio in materia di pesca marittima.

Si conclude così il lungo dibattito (di cui va ricordato il “Progetto Caselli”) su come riformare tale materia.

 

Regolamento CE 110_2008 bevande spiritose

Regolamento CE 110_2008 bevande spiritose: a commentary in Chinese.


“Il nuovo regolamento CE sulle bevande spiritose” (Regolamento CE/110/2008) in Contratto e Impresa / Europa, I, 2008, p. 444.

Tale lavoro è stato tradotto in cinese e poi pubblicato in The Annals of Institute of Roman Law, Xiamen University, 2014, p.383.


 

《欧盟关于烈酒的新法规》((EC) No 110/2008 号法规),载于《合同与商业/欧洲》,第一卷,2008 年,第 444 页。

该著作被译成中文,并发表于厦门大学罗马法研究所年鉴,2014 年,第 383 页。

 


Commentary to Regulation EU/110/2008 on spirit drink, by Ermenegildo Mario Appiano, published in China and written in Chinese (Regolamento CE 110_2008 bevande spiritose).


Il regolamento CE/110/2008 è  stato poi sostituito dal Regolamento UE/787/2019.


 

 

 

 


Riforma PAC post 2027

Riforma PAC post 2027 (2028-2034): la proposta della Commissione ed il processo di approvazione.


Secondo la proposta della Commissione europea relativa alla riforma PAC post 2027 (e cioè su come sarà la Politica agricola comune tra il 2028 ed il 2034), dovrebbe delinearsi un quadro più semplice ed equilibrato, concepito per rafforzare la sostenibilità e la resilienza dell’agricoltura europea.

Per la Commissione, la PAC rimarrà una delle principali priorità di bilancio dell’UE, a sostegno della produzione alimentare e dell’azione per il clima. Il suo obiettivo è fornire agli agricoltori strumenti per migliorare le proprie prestazioni ambientali, mantenendo al contempo la flessibilità necessaria agli Stati membri per adattare le misure alle condizioni nazionali e locali.

La riforma in questione andrà a sostituire la PAC per il periodo 2023-2027 (sulla cui attuazione in Italia è stata elaborata un’apposita ricerca).

Priorità ambientali e climatiche

Al centro della proposta della Commissione per la riforma PAC post 2027 vi è un approccio più mirato alle principali priorità ambientali e climatiche.

Ciò include la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, la protezione del suolo e delle acque, la biodiversità, il benessere degli animali e la crescita dei sistemi agricoli biologici e a basso impatto ambientale.

Un nuovo sistema di “gestione aziendale responsabile” (“farm stewardship”) sostituirà l’attuale condizionalità, con l’obiettivo di garantire una base comune di protezione ambientale in tutta l’UE, riducendo al contempo la complessità e offrendo maggiore flessibilità per adattare le pratiche ai contesti nazionali.

Gli agricoltori che ricevono pagamenti nell’ambito della PAC dovranno rispettare gli standard in materia di ambiente, benessere degli animali e diritti sociali.

Meno obblighi per le aziende?

Tuttavia, sostiene la Commissione, le aziende agricole di piccole dimensioni e quelle biologiche saranno soggette a minori obblighi.

Per la prima volta, gli agricoltori potranno ricevere un sostegno diretto per l’attuazione di pratiche di protezione ambientale nell’ambito della “gestione aziendale sostenibile”: ciò dovrebbe aiutarli a sostenere i costi di metodi di coltivazione più ecocompatibili.

La proposta include anche una nuova serie di azioni agroambientali e climatiche (AECA), che riuniscono gli impegni ambientali esistenti in un unico quadro, con l’obiettivo di premiare gli agricoltori per i loro sforzi verso gli obiettivi climatici e ambientali.

Introduce inoltre pagamenti di transizione per coprire i costi del passaggio a modelli agroecologici più sostenibili, come l’agricoltura biologica.

Particolare enfasi sarà posta sui sistemi di allevamento estensivo, riconoscendone il valore nella protezione della biodiversità, del paesaggio e dei pascoli ricchi di carbonio.

Sostegno agli investimenti 

Il piano continua inoltre a fornire sostegno agli investimenti per agricoltori e silvicoltori,  al fine di migliorare le prestazioni ambientali e la competitività, promuovendo al contempo l’innovazione, la formazione e la condivisione delle conoscenze.

Con il prossimo ciclo della PAC, l’UE intende allineare le politiche agricole più strettamente che mai agli obiettivi climatici.

Per la Commissione, la riforma dovrebbe garantire che l’agricoltura rimanga economicamente redditizia e, al contempo, sostenibile dal punto di vista ambientale, mantenendo gli agricoltori al centro della transizione verde del continente.

Il processo di riflessione istituzionale che ha preceduto la proposta

Nel dicembre 2024,  il Consiglio dell’UE ha approvato all’unanimità conclusioni sulla futura politica agricola comune per una politica agricola competitiva, resistente alle crisi, sostenibile, favorevole agli agricoltori e basata sulla conoscenza.

Le finalità fondamentali individuate sono:

      • la sicurezza alimentare
      • tenore di vita equo alla popolazione agricola
      • prezzi ragionevoli ai consumatori.

Per il Consiglio UE, quindi, la riforma PAC post 2027 – attraverso i pagamenti diretti agli agricoltori e altre forme di sostegno – dovrebbe garantire reddito stabile e fornire incentivi per contribuire alla transizione verde e per mantenere attività agricole e produzione alimentare economicamente valide e competitive in tutte le regioni dell’UE.

Le riflessioni a livello regionale in Italia

Secondo la Regione Piemonte, sono numerose le incognite che lariforma PAC post 2027 in itinere presenta al mondo agricolo italiano e piemontese.

Nelle linee delineate dall’Ue, potrà contare su una dotazione prevista di 294 miliardi di euro, nettamente inferiore a quella di 387 miliardi della Pac 2023-27.

Sebbene sia già stata annunciata la dotazione a livello complessivo Ue di altri 45 miliardi dal 2028 sotto forma di fondi per la revisione intermedia e ulteriori 48 miliardi per l’obiettivo rurale, la nuova Pac sarà integrata nei cosiddetti Piani di Partenariato, che unificheranno in un fondo unico tutti i fondi europei precedenti.

Ne deriverà una governance inevitabilmente complessa con il coinvolgimento di più Ministeri e il rischio di un coordinamento macchinoso.

La stima del budget della futura Pac per l’Italia è di una dotazione di circa 41 miliardi, destinati per 31 miliardi al sostegno del reddito degli agricoltori (attuale Feaga, “Primo Pilastro Pac”), 5 miliardi per lo sviluppo rurale (Programmi Leader, Akis, Cooperazione) e 4,7 da allocare.

Un punto nodale che la nuova Pac dovrà affrontare  è il ricambio generazionale e l’accesso dei giovani all’impresa agricola.


La PAC dopo il 2027 nel prossimo bilancio dell'UE


Visione Commissione UE per agricoltura ed alimentazione



 

Autorizzazioni impianto vigneti circolare AGEA 2025

Autorizzazioni impianto vigneti:  la circolare AGEA 2025.


La circolare AGEA n.12430 del  14 febbraio 2025 (Autorizzazioni impianto vigneti circolare AGEA 2025) definisce le modalità operative per il rilascio delle autorizzazioni per nuovi impianti, per i reimpianti viticoli e per la costituzione e l’aggiornamento del Registro Informatico Pubblico delle autorizzazioni per gli impianti viticoli, conformemente al regolamento (UE) n. 1308/2013 come modificato dal regolamento (UE) 2021/2117.

Essa sostituisce integralmente la precedente Circolare Agea n. 200420 del 17 marzo 2023.


Circolare AGEA 2025 su autorizzazioni impianto vigneti


 

Autorizzazioni impianto vigneti circolare AGEA 2023

Autorizzazioni impianto vigneti:  la circolare AGEA 2023.


La circolare AGEA n.20042 del  17 marzo 2023  (Autorizzazioni impianto vigneti circolare AGEA 2023) definisce le modalità operative per il rilascio delle autorizzazioni per nuovi impianti, per i reimpianti viticoli e per la costituzione e l’aggiornamento del Registro Informatico Pubblico delle autorizzazioni per gli impianti viticoli, conformemente al regolamento (UE) n. 1308/2013 come modificato dal regolamento (UE) 2021/2117.

Essa sostituisce integralmente la precedente Circolare Agea Coordinamento n. 9066 del 10 febbraio 2021.

Viene qui trattato anche il tema del trasferimento di tali autorizzazioni fra le Regioni.

Circolare AGEA 2023 su autorizzazioni impianto vigneti



Tale circolare è poi stata sostituita dalla circolare 12430 del 14 febbraio 2025.


 

Ermenegildo Mario Appiano conferenze

Ermenegildo Mario Appiano

Ermenegildo Mario Appiano

Avvocato, patrocinante in Cassazione

Professore a contratto presso l’Istituto Universitario Salesiano “Rebaudengo”, aggregato alla Pontificia Università Salesiana

Dottore di ricerca in Diritto dell’Unione Europea

Master in Diritto Cinese

Co-fondatore nonché ex Vice-Presidente dell’Unione Giuristi della Vite e del Vino (UGIVI)

Membro del Comitato scientifico del Centro Studi sul Diritto e le Scienze dell’Agricoltura, alimentazione e ambiente (CEDISA)

Membro di AIDV (International Wine Law Association)

Giornalista pubblicista

Cavaliere del tartufo e dei vini di Alba.



CONFERENZE

IN MATERIA DI DIRITTO VITIVINICOLO ED ALIMENTARE


2025

Evoluzione della legislazione in materia di Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA – NTG/NGT – CRISPR/CAS-9), relazione al convegno “Tecniche di Evoluzione Assistita in agricoltura”, Chieri, 28 novembre.

Patrimonio UNESCO legato al cibo: valenze giuridiche del riconoscimento, Convegno “Di chi è il tartufo?”, Vezza d’Alba, 22 novembre 2025.

Evoluzione giuridica dei consorzi alla luce del Regolamento (UE) 2024/1143, relazione al convegno “Dal Consorzio di Tutela al Consorzio di Gestione: nuovi ruoli e sfide alla luce del Regolamento (UE) 2024/1143”, Grinzane Cavour, 15 novembre 2025.

 

 

Foodstuff Tradition protection: EU law on Traditional specialities guaranteed and UNESCO in Unesco Intangible Heritage, Conference of the International Journal of Tourism, Travel and Hospitality Law, Lisboa, 2-3 novembre 2025.

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2024

Le specialità tradizionali tipiche secondo il regolamento (UE) 1143/2024, relazione presentata alla  Conference of the International Journal of Tourism, Travel and Hospitality Law, Lisboa, 7-8 ottobre 2024.

Vini low-alcohol e low-calories: quale futuro?, dibattito nel contesto del convegno “Vino, Socialità e Benessere”, Grinzane Cavour (CN), 28 settembre 2024.

Il paesaggio agrario nel diritto internazionale e dell’Unione europea, relazione al convegno “Il paesaggio vitivinicolo tra cultura, storia, economia, diritto, sostenibilità ed informazione”, Trequanda (SI), 7 settembre 2024

I vini dealcolati e parzialmente dealcolati, intervento al dibattito “Il vino sotto attacco – Quali strategie per difenderlo?”, Neviglie (CN), 13 luglio 2024.

L’evoluzione della disciplina sulle denominazioni di origine per vini ed alimenti nel diritto dell’Unione Europea, Università de La Habana (Cuba), 15-16 giugno 2024.

Aspetti procedurali per il riconoscimento di nuove DOP, relazione al convegno “Il nuovo Regolamento Europeo sulle Indicazioni Geografiche di vini, bevande spiritose e alimenti”, Vinitaly, 14 aprile 2024.


2023

ermenegildo mario appiano wine tourism law

 

 

The Italian-specific discipline on “tourist harvest”, relazione al 1^ Convegno mondiale su enoturimo, Portogallo, 23-25 ottobre 2023.

 

 

Etichettatura dei vini aromatizzati, relazione al  convegno su “Vermouth di Torino IGP e Barolo Chinato DOP – Passato, presente e futuro dei vini aromatizzati, tra Denominazioni di Origine e Marchi collettivi”, Grinzane Cavour, 23 settembre 2023


2022

Obiettivi della nuova PAC per il settore vino. La recente obbligata revisione dei piani nazionali e la necessità di garantire la sicurezza alimentare della UE, Caserta, 2 luglio 2022.

Le informazioni sull’origine degli alimenti nella giurisprudenza più recente della Corte di giustizia UE, relazione di Ermenegildo Mario Appiano al convegno Le informazioni sugli alimenti ai consumatori a dieci anni dalla pubblicazione del regolamento (Ue) n.1169/2011, Accademia dei Georgofili,  Firenze,  21 aprile 2021.

Gli accordi internazionali tra UE, Viet Nam ed altri mercati dell’Estremo Oriente per favorire il commercio del vino, intervento di Ermenegildo Mario Appiano a webinar (organizzato da Condindustria-Piemonte ed UGIVI) su Profili della commercializzazione del vino e bevande alcoliche in Estremo oriente, focus Viet Nam.

Le pratiche commerciali sleali nella filiera agro alimentare, webinar organizzato da Ascheri Academy, marzo 2022.


2021

Gli accordi UE sul commercio del vino e loro inquadramento rispetto al sistema WTO: la disciplina delle pratiche enologiche, anche con riferimento all’azione di OIV, relazione al convegno “Aspetti gius-economici dell’export di vino italiano”, Castello di Grinzane Cavour, 4 luglio 2021.

Il vino naturale, webinar con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Chiedi e del Consorzio Vini d’Abruzzo, 26 febbraio 2021.

Fondamenti di diritto alimentare e vitivinicolo, webinar organizzato da Ascheri Academy, febbraio 2021.


2019

ODR nella distribuzione alimentare, intervento di Ermenegildo Mario Appiano al Laboratorio di diritto commerciale su “I nuovi canali della distribuzione alimentare: e‐commerce, social networks, smart contract”, Torino, 13 marzo 2019.

Tutela e promozione dei vigneti storici ed eroici: il regolamento ministeriale in itinere, Pantelleria, 1 giugno 2019.


2018

Vendere e distribuire vino on-line all’estero: aspetti cruciali e profili di criticità, Quistello (MN), 24 marzo 2018.

Il paesaggio nel diritto internazionale e comunitario, Verona, Vinitaly, 15 aprile 2018.

“L’attenuazione delle regole UE in materia di concorrenza applicabili agli accordi conclusi dalle organizzazioni di produttori”, Grinzane Cavour, 21 settembre 2018;

“Rapporti tra mediazione e procedure di modesta entità”, intervento nell’incontro di studio “Il procedimento europeo per le controversie di modesta entità”, organizzato dalla Struttura Didattica Territoriale del Distretto della Corte di Appello di Torino, Settore Europeo, Torino, 24 settembre 2018.


2017

Sintesi su novità contenute nel Testo Unico Vino – La salvaguardia di vigneti storici ed aree di pregio paesaggistico, Castello di Grinzane Cavour

Il principio del “ne bis in idem” secondo la Corte di Strasburgo: andrà in crisi l’impianto sanzionatorio anche nel settore vitivinicolo?, Vinitaly, Verona.

“Il diritto alimentare e vitivinicolo: inquadramento generale della materia; le indicazioni geografiche e la qualità dei prodotti“, intervento al convegno “Il diritto alimentare e vitivinicolo tra la responsabilità del produttore e la tutela del consumatore”, Torino, 4 maggio 2017.

“La risoluzione delle controversie on-line” scaturenti dalla vendita on-line di vino, Castello di Grinzane Cavour, 22-23 settembre 2017.


2016

Il vino biologico, Vinitaly, Verona.


2008

Il nuovo regolamento CE sulle “bevande spiritose”, Vinitaly, Verona.


2007

L’accordo UE-USA sul commercio del vino, Torino, Salone del Vino.


2003

Le controversie nel settore vitivinicolo. Conciliazione ed arbitrato come alternative alla giustizia ordinaria, convegno organizzato dalla Regione Piemonte, Torino


2001

E-commerce e distribuzione “tradizionale”: possibili conflitti, intervento in convegno organizzato dall’Unione Italiana Giuristi della Vite e del Vino in occasione della fiera ‘Vinitaly, Verona.


1999

I contratti di distribuzione nel settore vitivinicolo: problematiche antitrust, organizzato dall’Unione Italiana Giuristi della Vite e del Vino in occasione della fiera ‘Vinitaly ’99’, Verona.


1998

La libera circolazione di animali e carni nell’Unione Europea, tenutosi nel febbraio  presso la Scuola di specializzazione in Diritto e Legislazione Veterinaria, Casalmaggiore (CR).


Docenza su altre materie


Scritti su altre materie


Ermenegildo Mario Appiano docenze

Ermenegildo Mario Appiano

Ermenegildo Mario Appiano

Avvocato, patrocinante in Cassazione

Professore a contratto presso l’Istituto Universitario Salesiano “Rebaudengo”, aggregato alla Pontificia Università Salesiana

Dottore di ricerca in Diritto dell’Unione Europea

Master in Diritto Cinese

Co-fondatore nonché ex Vice-Presidente dell’Unione Giuristi della Vite e del Vino (UGIVI)

Membro del Comitato scientifico del Centro Studi sul Diritto e le Scienze dell’Agricoltura, alimentazione e ambiente (CEDISA)

Membro di AIDV (International Wine Law Association)

Giornalista pubblicista

Cavaliere del tartufo e dei vini di Alba.


DOCENZE

IN MATERIA DI DIRITTO VITIVINICOLO ED ALIMENTARE


 

Etichettatura dei prodotti vitivinicoli, intervento al Corso Universitario di aggiornamento professionale sul Diritto Vitivinicolo, organizzato dall’Università di Torino, Centro Interdipartimentale Viticultura e Vino, anno accademico 2024/2025.

Diritto vitivinicolo al Master Universitario di II Livello in “DIRITTO DEI MERCATI AGROALIMENTARI” 2022/23, attivato dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino.

“Disciplina giuridica in materia di tecniche di cantina – Esame comparato di due disciplinari di produzione”, nel contesto del corso di Diritto Vitivinicolo organizzato dalla Fondazione Avvocato Gaetano Zilio Grandi con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza, Montebello Vicentino, 12 maggio 2022.

“Le regole di produzione”, lezione al Corso di Alta formazione in Diritto Alimentare e Vitivinicolo, organizzato dall’Associazione Nazionale Avvocati, sezione di Ascoli Piceno, ivi, 26/11/2021.

“La disciplina dei contratti di distribuzione del vino” (con riferimento al quadro normativo discendente dagli accordi internazioni in materia e/o aventi anche per oggetto il commercio del vino) al corso di perfezionamento in Diritto Vitivinicolo, Università di Firenze, 29/11/2021.

Diritto vitivinicolo al Master Universitario di II Livello in “DIRITTO DEI MERCATI AGROALIMENTARI” 2020/21, attivato dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino.


Diritto vitivinicolo, quadro generale e focus sulle sulle indicazioni geografiche” al Master di Marketing, Sales and Management delle industrie alimentari presso l’Università di Torino, Dipartimento di Management, anno 2020/2021.


Diritto vitivinicolo al corso di aggiornamento in diritto agroalimentare comparato e trasnazionale, Università di Verona, 18 dicembre 2020.


Sistemi di tracciabilità nel settore vitivinicolo al master di specializzazione della legislazione vitivinicola, organizzato da Gruppo Servizi Aziendali, Ponsacco (PI), 2021.


Passaggio generazionale nelle imprese vitivinicole al master di specializzazione della legislazione vitivinicola, organizzato da Gruppo Servizi Aziendali, Ponsacco (PI), 2020.


“Quadro giuridico sulla produzione e commercializzazione del vino” al Master di Marketing, Sales and Management delle industrie alimentari presso l’Università di Torino, Dipartimento di Management, anno 2019/2020.


Corso di diritto comparato dei consumi ed alimentare  presso la Scuola di Management ed Economia dell’Università di Torino, anno 2017 e 2018, lezioni.


Master di specializzazione in diritto vitivinicolo organizzato da Euroconference in collaborazione con UGIVI, anni 2016, 2017,  2018, 2019 e 2020.


Legislazione enologica e sugli aspetti giuridici della commercializzazione del vino, nel contesto del Master Universitario in Apprendistato di Alta Formazione (Enologia: dalla vinificazione alla commercializzazione), organizzato dall’Università di Pavia (anno accademico 2015/2016 e 2016/2017)


“L’impatto dei TTIP nel settore vitivinicolo”, intervento al corso di diritto comparato dei consumi presso la Scuola di Management ed Economia dell’Università di Torino, anno 2016.


Diritto vitivinicolo comunitario, lezioni tenute al Master in diritto alimentare, Padova e Firenze, 2010.


Diritto vitivinicolo comunitario, lezioni tenute al Master di secondo livello in diritto alimentare, Università di Torino, anno accademico 2006/2007.


Partnership con Ascheri Academy


Docenza su altre materie


Ermenegildo Mario Appiano pubblicazioni

 

Ermenegildo Mario Appiano

Avvocato, patrocinante in Cassazione

Professore a contratto presso l’Istituto Universitario Salesiano “Rebaudengo”, aggregato alla Pontificia Università Salesiana

Dottore di ricerca in Diritto dell’Unione Europea

Master in Diritto Cinese

Co-fondatore nonché ex Vice-Presidente dell’Unione Giuristi della Vite e del Vino (UGIVI)

Membro del Comitato scientifico del Centro Studi sul Diritto e le Scienze dell’Agricoltura, alimentazione e ambiente (CEDISA)

Membro di AIDV (International Wine Law Association)

Giornalista pubblicista

Cavaliere del tartufo e dei vini di Alba.


PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE

IN MATERIA DI DIRITTO VITIVINICOLO ED ALIMENTARE

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gastronomy LawFoodstuff tradition protection: EU law on Traditional specialities guaranteed and UNESCO Intangible Cultural Heritage”, in AA. VV., Gastronomy Law, Lisbona, 2025.

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“Le specialità tradizionali garantite secondo il Regolamento n.2024/1143”, in Alimenta, 2025, p.63.

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“The discipline of Tourist Harvest in Italy“, in Wine Tourism and the Law, 2024.

“Prodotti vitivinicoli aromatizzati: Quadro giuridico“, in Vermouth di Torino, Tutela della tradizione e della qualità, 2024

“Prodotti vitivinicoli aromatizzati: Etichettatura“, in Vermouth di Torino, Tutela della tradizione e della qualità, 2024.

“Limiti legali all’uso di varietà vegetali nella vinificazione: status quo e future regole sulle nuove tecniche genomiche“, in Alimenta 2024, p.31.


“Elementi di Diritto Vitivinicolo europeo ed italiano“,  in (a cura di) M. Torsello, G. Guerra, Temi e prospettive per un corso di diritto agroalimentare transnazionale e comparato, ESI editore, Napoli, 2022.


“Oenological practices and geographical indications protection in main international EU Agreements“, in  Jus Vini, 1 , 2021, p.11-52.


“Il paesaggio nel diritto internazionale e dell’Unione Europea”, in (a cura di F. Moreschi), Il paesaggio vitivinicolo come patrimonio europeo,  aspetti gius-economici, 2019, p.43.


“La risoluzione delle controversie nelle vendite on line di vino”, in (a cura di O. Calliano), e-wine, 2018, p.123.


“Le riforme del 2013 alla OCM Vino“, in Contratto e Impresa / Europa, 1, 2014, p.451.


“Le pratiche enologiche e la tutela delle indicazioni di qualità nell’accordo UE/USA sul commercio del vino ed in altri trattati conclusi dalla Comunità”, in AA.VV., Le indicazioni di qualità degli alimenti – Diritto internazionale e europeo, Milano, 2009, p. 348.


“La posizione del consumatore nella nuova OCM Vino”, in Contratto e Impresa / Europa, II, 2009, p. 993.


“Il nuovo regolamento CE sulle bevande spiritose” in Contratto e Impresa / Europa, I, 2008, p. 444.

Tale lavoro è stato tradotto in cinese e poi pubblicato in The Annals of Institute of Roman Law, Xiamen University, 2014, p.383.


“Le pratiche enologiche e la tutela delle denominazioni d’origine nell’accordo UE/USA sul commercio del vino”, in Contratto e Impresa / Europa, 2007, p. 455.




Le mie competenze di giurista si affiancano a quelle di sommelier (diplomi AIS e ONAV) nonché di assaggiatore di grappe (diploma ANAG): ciò mi consente un approccio più concreto e diretto alle tematiche del diritto vitivinicolo.


Scritti su altre materie


Diritto agrario

Diritto agrario: di cosa si occupa?


Il diritto agrario è identificato come il complesso delle norme che regolano i soggetti, i beni, gli atti e i rapporti giuridici inerenti all’agricoltura.

Il concetto di agricoltura è inteso in senso estensivo, non limitandosi ad abbracciare la coltivazione dei campi, ma altresì l’allevamento del bestiame, sia per la produzione di carni e altri derivati animali, sia per finalità strettamente legate all’agricoltura. Anche la silvicoltura, attività che consiste nella coltivazione del bosco al fine di garantirne la durata nel tempo e incrementarne il rendimento, rientra nella materia agricoltura.

Diritto agrario: come si è sviluppato?

Le norme di diritto agrario nella sfera del diritto pubblico videro una considerevole crescita nel nostro Paese in seguito alla salita al potere del fascismo, il quale conferì estrema enfasi all’agricoltura in chiave autarchica.

D’altro canto, con l’avvento della Repubblica, la gestione diretta da parte dello Stato e degli altri enti pubblici ha assunto un carattere residuale, restringendosi di molto la loro azione, la quale ora si concretizza esclusivamente nel controllo e nell’incoraggiamento dell’iniziativa privata, mediante interventi di carattere temporaneo oppure duraturo.

Per diritto agrario in senso stretto si riferisce alle sole norme di diritto privato. Le sue fonti sono rinvenibili nella legge (codice civile e leggi speciali) e nelle c.d. consuetudini.

È legge agraria propriamente quella che regola direttamente persone, cose, atti e rapporti giuridici pertinenti all’agricoltura.

La consuetudine si è naturalmente affermata nell’ambito dei rapporti agrari per almeno due ragioni: gli agricoltori prediligono la tradizione e la pratica di ciò che negli anni è andato consolidandosi; la molteplicità delle condizioni locali, le quali si distinguono da zona a zona, trova nella consuetudine, anziché nella legge, una più agevole disciplina.

Concetti fondamentali di diritto agrario

Caliamoci ora nel vivo del mondo agricolo, partendo dalla figura dell’agricoltore; si tratta di colui che esercita l’agricoltura. L’attività agricola tuttavia può essere esercitata, non solo da singoli, bensì anche in forma associata.

Ma quando si parla di azienda agricola?

Tale espressione trae fondamento innanzitutto dalla definizione di azienda che il nostro Codice Civile fornisce all’art. 2555 c.c.: “L’azienda è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa”. L’azienda si contraddistingue per la destinazione dei beni all’esercizio dell’impresa.

Tra i beni sono inclusi quelli mobili, immobili e immateriali (ad esempio, i brevetti) e ricadono altresì i contratti che l’imprenditore stipula per esercitare la sua attività d’impresa, nonché le posizioni giuridiche che da questi scaturiscono, quali debiti e crediti.

Per quanto nello specifico concerne l’azienda agricola, è possibile individuarne gli elementi principali nella proprietà o nell’uso d’un fondo e nell’esercizio sul medesimo dell’agricoltura.

Il fondo, tradizionalmente riconosciuto come il fulcro dell’azienda, non è da intendersi in senso stretto soltanto come la terra, ma in esso si ritrova anche tutto ciò che vi inerisce, sia questo per produzione diretta che per incorporazione: i frutti, le piantagioni, le fabbriche, le sorgenti, i corsi d’acqua.

Anche il complesso delle cose mobili che il proprietario colloca sul fondo ai fini della coltivazione rientra nel concetto di fondo. Tra queste, menzioniamo a titolo d’esempio le scorte vive e quelle morte.

Le prime sono costituite dal bestiame da allevamento e da lavoro; gli attrezzi, le macchine, le sementi, i foraggi, i concimi fanno, invece, parte delle scorte morte. Si tratta di beni accessori del fondo, connessi in chiave strumentale al tipo di attività che su di esso si svolge.

I diritti reali nel mondo agricolo

Un altro tassello che va a comporre la normativa agraria riguarda i diritti reali, considerati nei loro rapporti con l’agricoltura.

La proprietà, come istituto generale, è normata dall’art. 832 del Codice Civile, il quale la definisce come il “diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l’osservanza degli obblighi stabiliti dall’ordinamento giuridico”.

Nell’ambito agrario essa dà luogo a problemi particolari proprio in relazione alle limitazioni che le possono venire imposte, con effetti più o meno vasti.

Esemplificando, possiamo ricordare il vincolo forestale, un vincolo speciale posto a tutela dell’ambiente. Esso esercita un potere conformativo della proprietà, agendo direttamente sullo ius utendi et abutendi (godere e disporre delle proprie cose in modo esclusivo) e pertanto anche sullo ius aedificandi, quale diritto di costruire.

Un diritto reale di godimento di stretta connessione col mondo agrario è senz’altro l’enfiteusi.

Infatti, essa ha avuto origine nonché ampia applicazione proprio nel campo agricolo, essendo attribuiti all’enfiteuta “gli stessi diritti che avrebbe il proprietario sui frutti del fondo, sul tesoro e relativamente alle utilizzazioni del sottosuolo in conformità delle disposizioni delle leggi” (art.959 c.c.), oltre all’”obbligo di migliorare il fondo” pagando “al concedente un canone periodico” (art. 960 c.c.).

È d’uopo, inoltre, prendere in considerazione l’usufrutto.

Esso, definito dall’art. 981 c.c. come “il diritto reale che consente all’usufruttuario di godere e disporre della cosa altrui, traendo da essa tutte le utilità che può dare – compresi i frutti -, con l’obbligo di non mutare la destinazione economica”, vede una sua specifica declinazione nell’usufrutto dei boschi.

Infatti, quando questo ha ad oggetto “boschi o filari cedui ovvero boschi o filari di alto fusto destinati alla produzione di legna, l’usufruttuario può procedere ai tagli ordinari, curando il mantenimento dell’originaria consistenza dei boschi o dei filari e provvedendo, se occorre, alla loro ricostituzione” (art. 989 c.c.).

I contratti agrari

Da ultimo, grande rilevanza assumono i contratti agrari, distinti tra i “contratti costitutivi dell’impresa agricola” ed i “contratti per l’esercizio dell’impresa agricola”.

Quest’ultimi, a loro volta, si dividono in contratti di scambio (affitto) e contratti di natura associativa (colonia parziaria, compartecipazione agraria, mezzadria, soccida).

Occorre comunque ricordare che in tema di contratti di natura associativa la legge 3 maggio 1982, n.203 (art.25), ha vietato la stipulazione di nuovi contratti associativi, prevedendo la conversione di quelli esistenti in contratti di affitto, e ciò entro quattro anni dall’entrata in vigore della legge predetta (salvo quanto stabilito dagli articoli 28-29-36-42).

Ulteriori approfondimenti:

Il giudice competente per le liti in materia di contratti agrari

Terminata questa analisi per sommi capi della materia agraria dal punto di vista sostanziale, facciamo ora un cenno all’aspetto processuale: quale giudice adire in caso di controversie afferenti i contratti agrari?

È la legge 2 marzo 1963, n. 320 la normativa di riferimento. Ai sensi di questa, la competenza è devoluta a sezioni specializzate agrarie dei Tribunali e delle Corti.

La Sezione è composta da tre magistrati ad essa destinati ogni anno in base alle norme sull’ordinamento giudiziario, nonché da due esperti nominati dal Consiglio superiore della magistratura, o, per delega, dal presidente della Corte d’Appello.

Essi sono individuati tra gli iscritti negli albi professionali dei dottori in scienze agrarie, dei periti agrari, dei geometri e degli agrotecnici; per le Sezioni d’appello la scelta cade tra i dottori in scienze agrarie.

Va, nondimeno, tenuto presente che, prima di rivolgersi a un giudice, in materia di contratti agrari è indispensabile esperire un tentativo di conciliazione stragiudiziale, a pena di improponibilità dell’azione giudiziale, avanti all’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura.

Specialita Tradizionali Garantite

Specialità Tradizionali Garantite: la nuova disciplina portata dal regolamento UE/1143/2024 sui regimi di qualità.


Il nome di una Specialità Tradizionale Garantita (STG) può accedere alla protezione accordatagli dalla normativa unionale, qualora il prodotto così designato sia ottenuto «con un metodo di produzione, trasformazione o una composizione che corrispondono a una pratica tradizionale per tale prodotto» oppure «da materie prime o ingredienti utilizzati tradizionalmente».

La tutela della tradizione alimentare è dunque il fulcro dell’intera normativa in materia.

Le riforme alla disciplina sulle Specialità Tradizionali Garantite.

Il recente regolamento europeo sui prodotti di qualità (Regolamento UE/1143/2024) dedica ampia parte (il Titolo III) alle Specialità Tradizionali Garantite (STG).

Tale regolamento unionale modifica  alcuni aspetti della relativa disciplina, e ciò non solo al fine di armonizzare la procedura per il loro riconoscimento a quella dei prodotti a denominazione di origine (DOP) o indicazione geografica protetta (IGP).

In effetti, pur restando apparentemente immutata, la stessa definizione di STG subisce alcune variazioni, così compiendo un ulteriore passo nel cammino evolutivo che ha condotto ad un distanziamento rispetto a quanto era originariamente previsto.

Obiettivo dichiarato dell’attuale riforma alla disciplina sostanziale sulle STG è il tentativo di stimolarne l’attrattiva per gli operatori economici, sino ad oggi rimasta alquanto limitata nella prassi.

In effetti, è nettamente prevalso l’interesse a far riconoscere i propri prodotti come DOP o IGP, anche qualora tale approccio abbia sollevato qualche perplessità, soprattutto se riferito a denominazioni di scarsa notorietà o pressoché sconosciute.

Agli inizi dell’anno 2025, infatti, il registro europeo8 annovera solo 66 STG appartenenti a Stati membri, di cui 4 sono italiane:

      • Vincisgrassi alla Maceratese STG
      • Amatriciana Tradizionale STG
      • Pizza Napoletana STG,
      • Mozzarella Tradizionale STG.

Le Specialità Tradizionali Garantite, quale strumento per la tutela della tradizione alimentare.

Il nuovo regolamento valorizza fortemente il ruolo della tradizione, ritenendola – ancor più degli elementi geografici – il fattore centrale e determinante lo sviluppo di quel «patrimonio culturale e gastronomico vivo» dell’Unione formato dall’insieme dei prodotti di qualità.

Questi ultimi sono finalmente percepiti come il frutto del costante lavoro e del know-how professionale dei piccoli produttori, che nei singoli paesi «hanno saputo preservare le (rispettive) tradizioni e la varietà delle identità culturali», così creando «le condizioni di produzione che hanno forgiato la reputazione e l’identità di tali prodotti».

 

Esame della disciplina europea in materia di Specialità Tradizionali Garantite.

Il tema è trattato da Ermenegildo Mario Appiano in due suoi lavori:

Gastromony Law - Traditional Specialities Guaranteed (TSG)

 

Foodstuff tradition protection: EU law on Traditional specialities guaranteed and UNESCO Intangible Cultural Heritage”, in AA. VV., Gastronomy Law, Lisbona, 2025.

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“Le specialità tradizionali garantite secondo il Regolamento n.2024/1143”, in Alimenta, 2025, p.63.

 

Inoltre, la disciplina portata dal Regolamento UE/1143/2024 sulle Specialità Tradizionali Garantite è anche oggetto di questa video-lezione (che completa la disamina del regolamento europeo sui prodotti di qualità), curata sempre da Ermenegildo Mario Appiano per Ascheri Academy.

 

 


 

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