Specialità Tradizionali Garantite: la nuova disciplina portata dal regolamento UE/1143/2024 sui regimi di qualità.
Il nome di una Specialità Tradizionale Garantita (STG) può accedere alla protezione accordatagli dalla normativa unionale, qualora il prodotto così designato sia ottenuto «con un metodo di produzione, trasformazione o una composizione che corrispondono a una pratica tradizionale per tale prodotto» oppure «da materie prime o ingredienti utilizzati tradizionalmente».
La tutela della tradizione alimentare è dunque il fulcro dell’intera normativa in materia.
Le riforme alla disciplina sulle Specialità Tradizionali Garantite.
Il recente regolamento europeo sui prodotti di qualità (Regolamento UE/1143/2024) dedica ampia parte (il Titolo III) alle Specialità Tradizionali Garantite (STG).
Tale regolamento unionale modifica alcuni aspetti della relativa disciplina, e ciò non solo al fine di armonizzare la procedura per il loro riconoscimento a quella dei prodotti a denominazione di origine (DOP) o indicazione geografica protetta (IGP).
In effetti, pur restando apparentemente immutata, la stessa definizione di STG subisce alcune variazioni, così compiendo un ulteriore passo nel cammino evolutivo che ha condotto ad un distanziamento rispetto a quanto era originariamente previsto.
Obiettivo dichiarato dell’attuale riforma alla disciplina sostanziale sulle STG è il tentativo di stimolarne l’attrattiva per gli operatori economici, sino ad oggi rimasta alquanto limitata nella prassi.
In effetti, è nettamente prevalso l’interesse a far riconoscere i propri prodotti come DOP o IGP, anche qualora tale approccio abbia sollevato qualche perplessità, soprattutto se riferito a denominazioni di scarsa notorietà o pressoché sconosciute.
Agli inizi dell’anno 2025, infatti, il registro europeo8 annovera solo 66 STG appartenenti a Stati membri, di cui 4 sono italiane:
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- Vincisgrassi alla Maceratese STG
- Amatriciana Tradizionale STG
- Pizza Napoletana STG,
- Mozzarella Tradizionale STG.
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Le Specialità Tradizionali Garantite, quale strumento per la tutela della tradizione alimentare.
Il nuovo regolamento valorizza fortemente il ruolo della tradizione, ritenendola – ancor più degli elementi geografici – il fattore centrale e determinante lo sviluppo di quel «patrimonio culturale e gastronomico vivo» dell’Unione formato dall’insieme dei prodotti di qualità.
Questi ultimi sono finalmente percepiti come il frutto del costante lavoro e del know-how professionale dei piccoli produttori, che nei singoli paesi «hanno saputo preservare le (rispettive) tradizioni e la varietà delle identità culturali», così creando «le condizioni di produzione che hanno forgiato la reputazione e l’identità di tali prodotti».
Esame della disciplina europea in materia di Specialità Tradizionali Garantite.
Il tema è trattato da Ermenegildo Mario Appiano in due suoi lavori:
Foodstuff tradition protection: EU law on Traditional specialities guaranteed and UNESCO Intangible Cultural Heritage”, in AA. VV., Gastronomy Law, Lisbona, 2025.
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“Le specialità tradizionali garantite secondo il Regolamento n.2024/1143”, in Alimenta, 2025, p.63.
Inoltre, la disciplina portata dal Regolamento UE/1143/2024 sulle Specialità Tradizionali Garantite è anche oggetto di questa video-lezione (che completa la disamina del regolamento europeo sui prodotti di qualità), curata sempre da Ermenegildo Mario Appiano per Ascheri Academy.

