Una panoramica sulle principali questioni legali ed economiche in tema di sostenibilità e circolarità in campo alimentare e vitivinicolo
Tre incontri di approfondimento (Sostenibilità Circolarità Vitivinicolo Alimentare): ecco il nostro nuovo master breve, organizzato da Ascheri Academy con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia nel maggio 2023.
Analizziamo, fra l’altro, i disciplinari volontari e quello ministeriale per la sostenibilità della filiera vitivinicola.
Aspetti generali in tema di circolarità e sostenibilità
Analisi della sostenibilità in campo alimentare e vitivinicolo
“Greenwashing ” e suo contrasto.
Circa il tema dell’uso di nuove varietà vegetali e, in particolare, nuovi incroci ibridi, rimandiamo invece alla relativa pagina del nostro sito.
Nostro webinar su sostenibilità dei prodotti DOP/IGP
Criteri ESG: una chance di proteggere il pianeta Terra
Sostenibilità e circolarità delle attività economiche rappresentano un obiettivo oramai imprescindibile per la salvaguadia del nostro pianeta, ove sembra che sia ormai molto prossimo il superamento dell’aumento di temperatura di 1,5 gradi (BBC news, 17 maggio 2023):
The 2023 state of the climate report: Entering uncharted territory
L’articolo così intitolato – frutto del lavoro di una nustrita squadra di ricercatori – è stato pubblicato su BioScience, Volume 73, Issue 12, December 2023, Pages 841–850.
Questa la prima parte del suo abstract:
Life on planet Earth is under siege. We are now in an uncharted territory.
For several decades, scientists have consistently warned of a future marked by extreme climatic conditions because of escalating global temperatures caused by ongoing human activities that release harmful greenhouse gasses into the atmosphere.
Unfortunately, time is up.
We are seeing the manifestation of those predictions as an alarming and unprecedented succession of climate records are broken, causing profoundly distressing scenes of suffering to unfold.
We are entering an unfamiliar domain regarding our climate crisis, a situation no one has ever witnessed firsthand in the history of humanity.
In the present report, we display a diverse set of vital signs of the planet and the potential drivers of climate change and climate-related responses, first presented by Ripple and Wolf and colleagues (2020), who declared a climate emergency, now with more than 15,000 scientist signatories.
The trends reveal new all-time climate-related records and deeply concerning patterns of climate-related disasters.
At the same time, we report minimal progress by humanity in combating climate change.
Given these distressing developments, our goal is to communicate climate facts and policy recommendations to scientists, policymakers, and the public.
It is the moral duty of us scientists and our institutions to clearly alert humanity of any potential existential threat and to show leadership in taking action. This report is part of our series of concise and easily accessible yearly updates on the state of the climate crisis.
The World Bank's Climate Change Knowledge Portal
Per cercare di quantificare cosa sta accadendo, sono utili i dati messi a disposizione dal sito Planet Health Check (questo nome é un marchio registrato che appartiene al suo legittimo propietario)
Parimenti sono utili i dati (sconcertanti, purtroppo) riportati da Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC – the United Nations body for assessing the science related to climate change).
Inoltre, secondo World Economic Forum – così si legge nel suo Report per l’anno 2024 – la situazione è decisamente critica, “avendo il mondo superato i propri limiti”.
Il cambiamento climatico è dunque il peggior rischio che l’umanità deve oggi affrontare.
Su cosa fare, è interessante un ciclo di seminari tenuti dal prof. Guido Saracco, ex Rettore del Politecnico di Torino.
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Anti-ESG positions / Opposizione politica ai criteri ESG
Tuttavia, appare sconcertante che negli Stati Uniti le stesse istituzioni governative ormai “boiccottano” le imprese che valorizzano il rispetto dei criteri ESG, nel momento in cui decidere dove orientare i propri investimenti (così riferisce la BBC, 17 maggio 2023).
Boicottaggio riconducibile peraltro a questioni prettamente di politica interna, se non addirittura di natura elettorale:
“… dozens of (U.S.) States are considering proposals aimed at stopping government from doing business with financial firms that consider environmental, social and governance factors when making investments – moves that had cost one of the major targets of the campaign, BlackRock, more than $4bn in customer funds as of January”.
In effetti, l’opposizione politica ed economica al rispetto dei criteri ESG appare sempre più marcata (e distruttiva per il nostro pianeta, ai danni delle generazioni future, che oggi non hanno voce per forza di cose).
Ciò emerge da un recente articolo pubblicato su Bloomberg (“A New World Order Is Here, and It Looks a Lot Like Mercantilism, by John Authers) il 24 novembre 2024:
… in the US the letters “ESG” have been demonized to the point where Larry Fink, who runs the world’s largest fund manager, BlackRock Inc., said that the term had been weaponized and was too toxic for use. Republican-led states now boycott any financial group that even offers ESG as an option, even though this costs money for their taxpayers.
The philosophy behind anti-ESG lawsuits has changed profoundly. A first wave of legal opposition was based on the orthodox Milton Friedman view that investment managers had a fiduciary duty to maximize return for their clients through shareholder value and nothing else. But the animating spirit of the latest ESG boycotts is that governments and companies are entitled to deploy their money to advance their own interests versus everyone else’s, rather than to maximize returns.
In a letter to Fink by John Schroder, Louisiana’s state treasurer explained why the state was pulling out from his company altogether, even though BlackRock is a huge investor in fossil fuels:
This divestment is necessary to protect Louisiana from actions and policies that would actively seek to hamstring our fossil fuel sector. In my opinion, your support of ESG investing is inconsistent with the best economic interests and values of Louisiana. I cannot support an institution that would deny our state the benefit of one of its most robust assets. Simply put, we cannot be party to the crippling of our own economy.
La forte opposizione politica negli Stati Uniti ai criteri ESG si traduce dunque in grandi difficoltà per gli investitori invece interessati al loro rispetto, come emerge da uno studio condotto da Eyub Yegen (“Can Institutional Investors Solve Societal Issues When Governments Fail to Do So?“, che compare nel lavoro collettaneo “Milton Friedman 50 Years Later“, pubblicato dall’Università di Chicago)
La nuova amministrazione Trump vedremo dove condurrà, ma la strada sembra segnata già dai primi suoi executive orders: abbandono di ogni criterio ambientale, via libera allo sfruttamento delle risorse naturale, … con spirito predatorio.
A fronte di ciò, anche l’Unione Europea (per sopravvivenza economica) sembra apprestarsi ad abbandonare o, quanto meno, distanziarsi dal Green Deal, con i prossimo provvedimento “Omibus” (la cui proposta legislativa verrà verosimilmente presentata a fine febbraio 2025).
Economy fist!
Intanto il pianeta può bruciare (vedasi i mostruosi incendi avvenuti … in California, USA, gennaio 2025), il problema lo affronteranno le prossime generazioni (posizione che può “permettersi” chi oggi ha età un pò avanzata negli anni e non ha figli) ovvero chi ha soldi sufficienti per godersi l’aria condizionata e può ignorare le ripercussioni dei fenomeni migratori.
La “Torta nunziale” degi Obiettivi di Sviluppo sostenibile individuati dalle Nazioni Unite – United Nations Sustainable Development Goals: the “wedding cake”.
Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs – in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi.
L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030 (obiettivo però purtroppo alquanto lontano dall’essere oggi raggiunto!).

La “Wedding cake” – elaborata dal Stockholm Resilience Centre (Università di Stoccolma) – rappresenta un nuovo modo di vedere gli aspetti economici, sociali ed ecologici degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG).

L’illustrazione descrive come le economie e le società dovrebbero essere viste come parti integrate della biosfera.
Questa visione è un allontanamento dall’attuale approccio settoriale, in cui lo sviluppo sociale, economico ed ecologico sono visti come parti separate.
Secondo tale approccio, inoltre, tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile sono direttamente o indirettamente collegati a un’alimentazione sana e sostenibile.
La sostenibilità nella PAC (Politica Agricola Comune) dell’Unione Europea
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Sulla base del “Green Deal” europeo, la PAC per il periodo 2023-2027 aveva fatto della sostenibilità uno dei propri pilastri.
La sostenibilità nella PAC (Politica Agricola Comune)
Tuttavia, dopo nemmeno due anni, stante l’opposizione degli agricoltori ed il mutato contesto mondiale, i requisiti di sostenibilità sono stati “allentati”.
Tale approccio riduttivo è stato poi adottato anche dal cosiddetto “Pacchetto Vino” del 2025.
Climate Finance Vulnerability Index (CliF-VI)
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Il National Center of Disaster Preparedness, presso la Columbia Climate School, ha elaborato il Climate Finance Vulnerability Index (CliF-VI).
Esso è stato progettato per fornire una comprensione completa della vulnerabilità climatica degli Stati nazionali, al fine di migliorare l’individuazione e l’erogazione dei finanziamenti per l’adattamento ai cambiamenti climatici.
Il CliF-VI adotta un approccio basato sui dati, presentando una rappresentazione sia di alto livello che dettagliata della vulnerabilità climatica e finanziaria di un Paese.
Oltre alla vulnerabilità climatica e finanziaria, questo dashboard fornisce anche una panoramica delle considerazioni di governance che possono influire sulle modalità o sulle condizioni di prestito.
È riconosciuto che sono necessarie maggiori prove per indirizzare i finanziamenti per l’adattamento ai Paesi più vulnerabili al clima.
Questo indice contribuisce ad approfondire la comprensione della vulnerabilità climatica evidenziando gli effetti combinati dell’elevato rischio climatico e del basso accesso al capitale, delimitando al contempo il rischio molto elevato per aiutare a indirizzare i finanziamenti per l’adattamento ai Paesi più bisognosi, nonché per definire strategie di adattamento e finanziamento più efficaci.




