Diritti impianto vigneti

Diritti impianto vigneti: diventano autorizzazioni dal 1/1/2016.


Diritti impianto vigneti: il 19 febbraio 2015  il Ministero delle Politiche Agricole ha adottato il decreto 1213, mediante il quale viene regolamentata la conversione in autorizzazione dei diritti reimpianto vigneto, in base a quanto previsto dalla riforma della PAC (Politica Agricola Comune) del 2013.

In base all’art.1 di detto decreto, “il termine ultimo per presentare la richiesta di conversione in autorizzazioni dei diritti di reimpianto, concessi ai produttori anteriormente al 31 dicembre 2015, è fissato al 31 dicembre 2020“.

L’art. 2 sancisce poi che “qualora al 31 dicembre 2015 il diritto di impianto non sia stato utilizzato e sia in corso di validità esso viene convertito in autorizzazione. La conversione in autorizzazione avviene previa richiesta avanzata dal titolare dello stesso secondo termini e modalità  definiti con successivo provvedimento. L’autorizzazione ha la medesima validità del diritto che l’ha generata e, qualora non utilizzata, scade al più tardi il 31 dicembre 2023“.

E’ stata altresì abolita la norma che vietava il trasferimento dei diritti di impianto fra le regioni (che era costituita dal comma 6, lettera b, dell’art.4 del decreto MIPAAF del 27/07/2000, secondo cui “ciascuna regione o provincia autonoma, in particolari situazioni locali, può (poteva: n.d.r.) limitare l’esercizio del diritto di reimpianto … ad ambiti territoriali omogenei e limitati al fine di tutelare le viticolture di qualità e salvaguardare gli ambienti orograficamente difficili“).

Di conseguenza, sino al 31 dicembre 2015 i diritti di impianto potevano circolare su tutto il territorio italiano.

In base a quanto si legge (pag.16) nella circolare ACIU.2016.49 emanata dall’AGEA il 1/2/2016, che disciplina nello specifico la materia, il trasferimento si intende perfezionato se entro il 31 dicembre 2015 il relativo contratto è stato registrato presso l’Agenzia delle Entrate.

Decorsa detta scadenza, i diritti di impianto hanno perso la loro natura di “diritti” e si sono trasformati in autorizzazioni.

Le autorizzazioni sono inscindibilmente legate al vigneto (e cioè al terreno) al quale si riferiscono: potrà quindi trasferirsi solo più il terreno sui cui insiste il vigneto autorizzato ovvero l’azienda titolare dell’autorizzazione.

Fermi tali vincoli, la normativa successivamente adottata lasciava (… volutamente?) comunque un certo spazio per certe operazioni che – in definitiva – consentivano il trasferimento delle autorizzazioni tra soggetti diversi e addirittura permettevano di trasferire le autorizzazioni da una Regione all’altra.

Siccome veniva così ad integrarsi una sostanziale elusione dei principi sulle autorizzazioni, successivamente è stata fortemente limitata la possibilità di svolgere simili manovre.


Autorizzazioni impianto nuovi vigneti: la situazione nel 2020

Regione Piemonte - Autorizzazione impianto vitigni


Per effetto della riforma PAC post-2020, il sistema di autorizzazioni per gli impianti viticoli viene confermato e se ne estende la durata.

La sua durata viene infatti estesa fino dal 2030 al 2045.

La durata dell’intervallo massimo previsto per il reimpianto di viti si estenderebbe dagli attuali 3 anni a 6 anni.

Riconversione dei diritti di impianto in portafoglio:  dal 1° gennaio 2023 dovrebbe essere a disposizione degli Stati membri una superficie equivalente a quella dei diritti di impianto ancora validi e non convertiti in autorizzazioni al 31 dicembre 2022.

Di conseguenza, gli Stati membri avrebbero modo di riallocare tali superfici entro il 31 dicembre 2025, in aggiunta alla consueta assegnazione annuale dell’1% in più del potenziale viticolo.